La Papua Nuova Guinea è la più grande delle isole della Melanesia, una regione dell’Oceano Pacifico che comprende l’isola della Nuova Guinea e gli arcipelaghi di Bismarck, Salomone, Vanuatu, Nuova Caledonia e Figi. E’ un paese straordinariamente ricco e variegato, sia da un punto di vista geografico che umano, diviso com'è tra una zona montagnosa che arriva ben oltre i quattromila metri di altitudine e una zona costiera e dove poco più di 5 milioni di abitanti parlano più di 700 lingue diverse.
Il paese è però ancora poco conosciuto o conosciuto soltanto per alcuni aspetti folcloristici. Collocato, dall’indice di sviluppo umano 2006, al 137mo posto su 175 stati considerati, possiede tuttavia enormi ricchezze naturali: una flora varia e spesso unica al mondo, foreste di prezioso legname, riserve minerarie soprattutto di oro e rame e un terreno adatto alla coltivazione della canna da zucchero, della palma da cocco, del cacao e del caffè.
Fondanti, per l’identità nazionale, sono le credenze tradizionali: la superiorità del clan sul singolo, la poligamia come metro per misurare il prestigio del maschio, i riti di iniziazione, spesso violenti, per sancire l’ingresso nell’età adulta, la credenza nella stregoneria. Sono tradizioni non sempre comprensibili per la mentalità occidentale e che in Papua si affiancano al desiderio di aprirsi al moderno, incrementando il turismo, per esempio, ancora oggi scarsamente sviluppato.
I reportage dalla Papua Nuova Guinea fotografano alcune realtà nel paese e in particolare l’attività dei missionari della congregazione del Verbo Divino, presenti in Papua dal 1896 e attivi in 7 diocesi del Paese. Alla ricerca di un cristianesimo melanesiano, che coniughi l’annuncio e il rispetto della cultura tradizionale, essi sono impegnati a condurre un faticoso lavoro di pastorale e formazione in tante situazioni diverse.
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